5504 firmatari e firmatarie esigono:

Nessun nuovo patto contre le donne –
parità salariale ora più che mai!

I media stanno dando grande risalto a due temi: il franco forte e la minaccia di una crisi economica. In uno scenario dominato da forti incertezze, già oggi alcuni ambienti hanno deciso che le rivendicazioni delle donne devono restare lettera morta.

Come emerge anche da un articolo pubblicato dalla «NZZ am Sonntag» lo scorso 22 febbraio, la parola d’ordine è deregolamentazione: i programmi proposti prevedono la rinuncia alla parità salariale e ad un’equa rappresentanza delle donne nella direzione e nei consigli di amministrazione. Ma simili misure sono economicamente irresponsabili e scandalosamente inique.

Noi firmatarie del presente manifesto non accettiamo che l’articolo costituzionale sulla parità sia degradato a semplice articolo congiunturale. Il salario uguale per un lavoro di uguale valore è un diritto fondamentale. Va rispettato anche in un anno elettorale e durante una crisi monetaria.

La Costituzione federale sancisce il seguente principio (art. 8 cpv. 3 Cost.): «Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l’uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore».

Ad oltre 30 anni dall’entrata in vigore dell’articolo costituzionale sulla parità, in Svizzera noi donne continuiamo a guadagnare il 18,9% in meno degli uomini e l’8,7% di tale divario è dovuto esclusivamente al sesso. È ora di cambiare le cose.

Noi firmatarie del presente manifesto ci battiamo per la parità salariale, adesso più che mai!

 

Il manifesto è un grande successo: 5505 persone l’hanno firmato fra una settimana. Il 9 marzo l’abbiamo rimesso alla presidentessa della Confederazione, Simonetta Sommaruga.

Grazie a tutte e tutti!